Arrampicare con i bambini consigli
Salire su un mobile, sul tavolo, sulle ringhiere è una cosa molto naturale per i bambini, questo perché è dettato dall’esigenza di raggiungere qualcosa che è in alto. L’arrampicata sportiva è un gioco un po’ più complesso e non così direttamente comprensibile ai bambini, benché abbiano l’istinto naturale per praticarla. Per quasi vent'anni ho fatto arrampicare bimbi di tutte le età, da 4 anni in sù e come si dice, ne ho visti un po’ di tutti i colori. Da veri e propri scoiattoli, a rotondi immobili sacchi di patate, da spavaldi temerari a fragili ragnetti terrorizzati.
Molto spesso sono loro stessi a volere arrampicare e le cose vanno abbastanza bene, quando ci si mettono i genitori talvolta le cose sono più difficili, per questo consiglio ai genitori sognatori, che vorrebbero vedere i loro bimbi arrampicare agili e allegri, di non forzare la mano, l’arrampicata spaventa gli adulti, figuriamoci i bambini. Andiamo con ordine. Quando facciamo scalare un bimbo, chiediamogli se vuole farlo, guardiamo quanto è alto (sembra banale ma gli appigli vicini per noi sono irraggiungibili per un bimbo di 6 anni), cerchiamo di capire se ha paura e tranquillizziamolo. Proponiamo degli obiettivi per lui possibili e che percepisca come tali; 4 Mt. visti da 120cm sono già molto.
Scegliete quindi un posto adatto, con gli appigli vicini non verticale, con linea di salita rettilinea, in modo che sgancerete i rinvii in discesa per non creare maggiori difficoltà. Aprire un moschettone per una mano piccola è molto più difficile che per una mano grande. Procuratevi un imbraco e il casco adatti alle sue misure, questo è più sicuro e lo fa sentire alpinista come noi. Leghiamolo con il nodo bulino, raccontandogli la storia su come si fa...la sapete? Per fare il bulino, s’infila il serpente nell’imbraco, poi con la coda ( il capo lungo) si fa un lago e si alza un albero che deve uscire da sotto il lago, quindi il serpente(il capo corto) esce dal lago, passa attorno all’albero e torna nel lago, e si tira l’albero per stringere il nodo. Non meravigliatevi se dopo 3 o 4 volte lo fanno da soli! A questo punto facciamogli vedere dove appoggiare i piedi ed eventualmente le mani per i primi due o tre passi. Stiamogli vicino e nel caso scaliamo al suo fianco, legandoci con un cordone e un nodo auto bloccante sulla sua stessa corda. Questo può servire anche per scendere poi in moulinette insieme. L’uso del GriGri è raccomandato se siete da soli a fare sicurezza scalando al contempo, in questo caso è d’obbligo essere collegati al capo del bimbo, onde evitare che se vi appendete lui salga per contrappeso. Ricordate che nei bimbi piccoli è meglio sempre simulare quello che volete che facciano, piuttosto che spiegarlo, quindi alzate un piede o la mano che volete che loro usino per rendergli più immediata l’informazione. Un altro accorgimento utile e divertente, è usare dei nastri colorati da legare ai polsi e alle caviglie, (stesso colore per piede e mano dello stesso lato) così vi basterà dire rosso o verde per far capire quale mano muovere o verso quale parte si dovranno dirigere. Anche gli adulti in stato di stress non sono in grado di distinguere destra o sinistra, fate una prova: fate fare un via difficile a chiunque e sul punto critico indicate di andare a destra, questi andrà in ogni caso dal lato in cui sta guardando, che sia giusto o sbagliato ed indipendentemente da quello che ha sentito. Constatato molte volte.Quindi è importante con i bimbi mantenete sempre il contatto visivo, è il modo più semplice per comunicare e rassicurarli. Se prevedete che il giovane scalatore andrà in alto, allora assicuratevi che sappia scendere, ovvero appena partito a circa 2-3 mt da terra, fatelo provare a scendere facendosi calare, mettendosi in posizione corretta. Questo vi avanzerà molte parole gridate a 15-20 mt di distanza e infiniti minuti d’attesa, se non addirittura, il dover salire sino in cima per sbloccare la situazione.
Nel caso di bimbi più grandi (7-10 anni) non esitate a fargli fare sicurezza con il GriGri tra loro. Purché i pesi siano simili. Tenetegli la corda d’uscita del GriGri e lasciate che si sbroglino un pò con le corde, questo li tiene occupati anche se non scalano e li fa sentire molto importanti. Se dopo tutte queste raccomandazioni e consigli siete ancora determinati a portare vostro nipote o chi per lui al primo passo verticale, fatelo in un posto poco lontano dall’auto in una tiepida giornata di primavera, portatevi il doppio d’acqua di quello che berreste voi ( loro hanno bisogno di molta più acqua di noi), un sacchetto con qualche gioco, una paletta, (scavare è uno dei passatempi preferiti, non so perché ma è così) e soprattutto, non aspettatevi nulla. Lasciate che “digeriscano” la novità, proponetela come un gioco, al momento che non ridono più lasciateli ai loro divertimenti abituali. Se riuscite a fare tutto questo in compagnia di coetanei, sicuramente avrete più successo, il team building nei bimbi avrà effetto esponenziale sui risultati. Tutto potrebbe risolversi in pochi metri e ancor meno passi e nulla più, ma potrebbe anche rivelarsi la loro nuova grande passione, accettate quello che viene e congratulatevi con loro, quale che sia il risultato. Un’ultima cosa; in loro presenza non scalate mai senza corda anche se è facilissimo, voi siete l’esempio e loro copieranno. PS riservato ai Bimbi: l’arrampicata è un gioco bellissimo, un po’ PAURANTE ( =che fa paura, termine a loro comprensibile imparato dalla viva voce di un giovane scalatore!) ma divertente .Guida Alpina Paolo Pieroni









